La camera chiara

Nerd è il modo Geek per dire Fashion

Pop-Corno

Mi ricordo una volta che ero in centro con mia mamma, da coin, avrò avuto 4 anni e lei mi aveva preso il pop corn… eravamo sulla scala mobile e io per paura che mi entrassero le stringhe nella scala ho fatto un salto… coi pop corn in mano… sono volati dappertutto e io all’idea di aver buttato tutti i pop corn nuovi e caldi appena fatti mi son messo praticamente a piangere e son rimasto triste tutto il giorno… mi sentivo in colpa…

I pop-corn sono un po’ la mia madeleine…

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18/11/07

Ecco i fatti:
Conoscevo questa ragazza solo di nome e di vista…
Eravamo in giro con amici più o meno comuni, sai, la solita trafila tipo catena di Sant’Antonio “io conosco un tizio che conosce un tizio che conosce qualcuno”, quella trafila lì… Eravamo, dicevo in giro, in un parco e lei era veraente una ragazza molto bella… Occhi marroni, capelli neri non troppo lunghi legati a coda, lisci, ordinati, quasi lucidi, sottili… Indossava un magiolncino nero abbastanza anonimo, di quelli che andavano un po’ di moda l’anno scorso, coi lacci che si legano dietro e che alla fin fine servono per mettere in risalto le tette… Aveva un rossetto rosso acceso e si mordicchiava il pollice con aria da innocente, come quando vedi nei film che la tipa vuole andare a letto con uno e allora è tutta pudica, sperando che il tizio faccia la prima mossa (dimostrando ancora una volta che in realtà comandano loro, ma sn abbastanza furbe da far credere il contrario…)… Beh, sta di fatto che lei lo faceva guardandomi negli occhi e allora io sono andati da lei con ormai già nella bocca l’arma segreta dei signor “Corcoran”, quella vi fa impazzire sballare, andare fuori di testa: Vuoi sposarmi?

Mi aspettavo un “Non posso, ho già un impegno oggi pomeriggio” e invece ride e mi dice solo”Scemo, quasi non ci conosciamo” e stavolta si mordicchia il labbro sotto.
“Beh”, faccio io, “è già molto più di quanto succeda noramlmente tra le persone. Però se non mi vuoi dovrò andare a vivere su un altro pianeta perchè per me non c’è nient’altro.”
E mi bacia, appoggiandosi al pullman e tirandomi a lei. E’ a questo punto che mi rendo conto che mio nonno sta scalando a mani nude una delle tre colonne lì vicino, su cui ci sono tre castelli di Grayskull.

Cazzo, era un altro sogno…

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La femme sans..

Il 18 Ottobre 1833 nacque, in una casetta un po’ dimessa e fuori mano, costruita lungo la strada che da Saint-Jacques va verso Marie-sur-la-mer, dove la strada incontra la costa seguendone il bordo frastagliato, Loraine Debolgiac.
Sebbene a un primo esame poco attento sembrasse una normalissima bambina coi capelli scuri, anche se ancora radi data la giovanissima età, le guance paffute e gli occhi verdi, monsieur Leonard, il medico burbero e quasi totalmente cieco a causa di una cataratta all’occhio sinistro (il destro l’aveva perso 19 anni prima, tentando di placare un giovane pastore catalano in visita presso la cugina Estelle che viveva a Saint-Jacques, il quale aveva forse pochissimi centimetri di cervello nella zucca, ma troppi di metallo appuntito nella sacca, e certamente nutriva anche un grande affetto per la cugina, tant’è che quando Baptiste le chiese come stesse sua madre Virginie lui lo aggredì con un coltello fatto in caso, fulmineamente estratto da una non ben precisata tasca della sua sacca, pensando che Baptiste stesse dicendo qualche sconcezza ad Estelle (se solo avesse capito una sola parola di francese, monsiuer Leonard ora sarebbe solo mezzo cieco)) notò alla seconda (o forse terza) occhiata la particolarità di questa bambina: Loraine non aveva l’ombra.
La questione sembrò passare inosservata al resto della famiglia, poichè i signori Debolgiac erano già troppo scocciati dagli strilli della bambina per badare a una questione di così poco conto.
“Se il Signore l’ha fatta senza ombra sarà perchè aveva finito il nero per colorarla”, soleva dire Madame Debolgiac a chi le chiedeva dell’ombra di sua figlia. Questa frase troncava in genere qualunque tipo di discorso sulla primogenita della famiglia Debolgiac.
Crescendo Loraine cominciò ad avere paura del buio, perchè a quanto pare il fatto di non possedere uan propria ombra le faceva temere un’ombra tanto grande da coprire tutta la terra.
A parte le torce sempre accese tutta la notte, il problema di Loraine venne dimenticato da tutta la famiglia fino a che la ragazza non raggiunse un’età da marito.
I signori Debolgiac non mandavo mai in paese la figlia quando il sole era alto e le permettevano di recarvisi solo la sera, per paura che qualche giovane e possibile promesso sposo pensasse che il diavolo avesse rubato l’ombra a Loraine e rifiutasse quindi di prenderla in sposa. Vedendola camminare solo di sera, sempre con una torcia in mano per la sua paura del buio, le vecchie signore del borgo cominciarono a pensare che Loraine fosse una poco di buono. “Perchè altrimenti dovrebbe camminare per strada da sola di notte per andare a cercare qualcheuomo alla taverna?” si chiedevano.
Loraine rimase sola fino al 26 aprile 1848, quando un giovane chiamato Etienne Bergè non la convinse ad accompagnarlo nel granaio della vicina fattoria della signora Bougain, rimasto vuoto da quando monsieur Bougain era partito per l’Inghilterra 6 anni prima, sperando di convincere un certo Lord Babbage a guardare i suoi disegni per una macchina in grado di riversare con un tubo attaccato all’orecchio tutta la conoscenza di qualsiasi libro triturato dalla macchina stessa. Un’idea questa ritenuta idiota dalla stessa madame Bougain, che infatti convinse il marito a partire per fare spazio nel proprio letto a un uomo che non disegnasse macchine assurde sul retro dei corpetti della moglie.
Etienne e Loraine continuarono a vedersi per mesi ogni notte, nel granaio che ormai era addobbato come fosse casa loro, finchè Etienne non decise di guardare alla luce della torcia oltre al corpo nudo e bianchiccio di Loraine e non vide assolutamente niente. Un niente imbarazzante dove avrebbe dovuto esserci un’ombra, per la precisione. Etienne scappò alle 21 e 47 minuti di una sera di settembre, urlando qualcosa su un diavolo e su un’ombra a cui nessuno fece troppo caso.
Nonostante dopo gli incontri con Etienne loraine fosse divenuta molto disinibita, restò allibita dalla protezione che il buon Dio dava al suo grembo: nemmeno un bambino frignante era uscito dalle gambe di Loraine Debolgiac e lei pensò quindi fosse una specie di dono, come se la sua unica ragione di vita fosse rendere felici gli uomini che si sdraiavano tra le sue gambe e che il suo essere senza ombra fosse in realtà un segno della purezza del suo destino, lavato da ogni colpa che avrebbe altrimenti accumulato ogni notte.
Loraine morì il 6 marzo 1884 senza aver mai avuto un figlio. Se solo padre Joseph, parroco di Marie-sur-la-mer e nipote di secondo grado senza saperlo di monsieur Leonard, con cui condivideva sia la cataratta sia una passione per la carta da parati verde, di cui aveva completamente ricoperto le pareti della sagrestia della chiesa di Sainte-Marie de la Provence, avesse provato a guardare sotto alla gonna di Loraine avrebbe visto che l’ombra non era stata portata via da un diavolo, come alcune voci che si dice venissero da un ragazzo che la ragazza aveva circuito con le sue arti magiche sostenevano. Era solo nascosta ben in profondità, insieme a quelle di tutti i bambini mai nati dalle gambe di Loraine, ma il povero parroco era cieco e anche essendo esattamente lì con tutta la testa non la vide.

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